Come riconoscere la vera pelle: distinguere l’originale dalla finta pelle

11 Agosto 2021

Come riconoscere la vera pelle

Ad un occhio poco esperto, può risultare difficile riconoscere la vera pelle. Dal punto di vista estetico infatti una finta pelle di alta qualità può risultare bella quanto la vera pelle. Le differenze però si notano eccome nel lungo periodo. La finta pelle infatti non è certo resistente come la pelle vera.

Tende a danneggiarsi in modo molto semplice, mentre la vera pelle assume un aspetto vintage davvero meraviglioso. Senza dubbio una pelle economica non è quasi mai in vera pelle, la lavorazione pelle è un processo complesso e proprio per questo motivo non economico. Non è certo possibile però basarsi solo su questo elemento per riconoscere la vera pelle dalla finta pelle.


Come riconoscere la vera pelle: durata, aspetto e odore

La vera pelle dura a lungo nel tempo. Si usura infatti molto lentamente. Con il passare degli anni il substrato del fiore del cuoio può venire fuori. Non si tratta però di un difetto. Questa usura permette di rendere la pelle in realtà più bella. Non solo, con il passare del tempo la vera pelle tende a diventare sempre più morbida. La finta pelle si comporta in modo del tutto diverso. Con il passare del tempo compaiono delle crepature sulla superficie e alla fine la pelle si spacca.

A causa di queste rotture, la pelle deve essere gettata vita. Dal punto di vista dell’aspetto, è importante controllare il lato carne. Si tratta della facciata interna. Nella maggior parte dei casi, quando si tratta di finta pelle il lato carne non viene riprodotto. Al suo posto è presente una semplice retina. Quando questa retina è presente, si tratta senza dubbio di finta pelle. Ci sono alcune realizzazioni in finta pelle dove invece la riproduzione del lato carne viene effettuata. In questo caso è bene andare alla ricerca di eventuali filamenti in tessuto. Non è semplice trovarli, ma di solito si trovano proprio vicino alle aree in cui la pelle dovrebbe essere stata assemblata. Infine, l’odore.

Coloro che sono soliti lavorare la pelle ogni giorno sanno bene che questo è un materiale dall’odore inconfondibile. Siamo sicuri che tutti però conoscono l’intenso e forte odore della pelle. Si tratta di un odore che resta tale anche a distanza di anni, che non scompare mai. La finta pelle invece non ha alcun odore. Se ha un odore, non si tratta di certo di un odore buono. Spesso infatti odora di plastica oppure di nafta.


La prova dell’acqua e del fuoco

Ci sono due prove che è possibile fare per capire se quella che abbiamo davanti a noi è vera pelle oppure no. Stiamo parlando della prova dell’acqua e della prova del fuoco.

La prova dell’acqua è semplice. Basta far cadere una goccia d’acqua sulla pelle e attendere circa 30 secondi. Trascorso questo lasso di tempo, la vera pelle dovrebbe aver assorbito l’acqua. La pelle finta invece non assorbe l’acqua. Essendo un materiale sintetico è anche idrorepellente. Questa prova però non è detto che porti sempre al risultato sperato. E se la pelle fosse stata trattata per essere idrorepellente? Chi lavora nel settore della lavorazione della pelle, anche le realtà che si occupano di produzione pelletteria conto terzi ovviamente, sa bene che è possibile. Spesso questi trattamenti vengono effettuati su capi che si sa già potrebbero restare a lungo a contatto con l’acqua, come i capi invernali.

Meglio allora effettuare la prova del fuoco, i cui risultati invece sono certi. È sufficiente accendere un accendino e tenerlo a contatto con la pelle per circa 20 secondi. Nel caso di finta pelle, sulla superficie si iniziano a formare delle bolle. La pelle inizia ad emanare inoltre un pungente odore di plastica bruciata. La vera pelle invece cambia colore al contatto con il calore e può raggrinzirsi leggermente. Non si vengono mai a creare delle bolle però sulla sua superficie. L’odore che è possibile sentire non è certo buono. Però non ha niente a che vedere con la plastica bruciata.


L’imperfezione che fa la differenza

Esistono tanti diversi tipi di pelle, è vero. Credere che esistano differenze solo tra i vari tipi di pelle però è del tutto sbagliato. La stessa pelle, ricavata da due animali distinti, non è identica. Inoltre parti diverse della stessa pelle possono avere caratteristiche quasi opposte tra loro. È normale che sia così, si tratta infatti di un materiale naturale. La vera pelle quindi è disomogenea nel colore, in alcuni tratti un po’ più scura, in alcuni invece un po’ più chiara. È disomogenea nei pori, che non seguono infatti uno schema ben preciso. Possono poi essere presenti dei piccoli difetti. Con una lente di ingrandimento potrebbe ad esempio essere possibile notare le punture degli insetti. Oppure potrebbero esserci dei piccoli gradi.

Etichetta: garanzia del vero Made in Italy

Per capire se un prodotto di pelletteria è realizzato in vera pelle, è bene andare alla ricerca della relativa etichetta. Si utilizzano due diverse etichette. L’etichetta Made in Italy garantisce che almeno due fasi della lavorazione siano state effettuate in Italia. Garantisce inoltre che sono state rispettate le normative ambientali e qualitative previste dal nostro paese. L’etichetta Vera Pelle invece garantisce che si tratti appunto di pelle vera, da concia di animali. È possibile che venga contraffatta questa etichetta? Purtroppo sì. È quindi sempre meglio effettuare dei test e non affidarsi solo alla presenza dell’etichetta. Dobbiamo ammettere comunque che le contraffazioni sono con il passare del tempo sempre meno numerose.

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