Concia della pelle: le differenze tra concia al vegetale e concia al cromo

08 Settembre 2021

Concia della pelle

Molte persone credono che le borse in pelle possano essere realizzate solo in pelle di bovino o di suino. In realtà esistono diversi tipi di pelle per borse. Anche la pelle di agnello e di capra sono molto utilizzate, così come la pelle di daino. Impossibile poi non menzionare le lussuose pelli esotiche, come quella di coccodrillo o di serpente, come quella di struzzo. È importante sapere come riconoscere la vera pelle quando ci si appresta all’acquisto. In questo modo si è certi che si tratti di un prodotto davvero di altissimo livello. La vera pelle infatti non è solo bella ed elegante, è anche durevole nel tempo. Una borsa in pelle è per sempre! Qualunque sia la pelle scelta per la realizzazione di una borsa, queste deve prima di tutto essere conciata. 



Concia della pelle: in cosa consiste e da quando è praticata

La concia della pelle è un’operazione che permette di evitare la sua decomposizione. La decomposizione della pelle è un fenomeno naturale. Dopotutto infatti si tratta di un materiale organico. La concia della pelle viene effettuata sin dalla preistoria. Da quando l’uomo ha iniziato ad utilizzare le pelli degli animali per coprirsi, ecco che ha preso il via la concia. La concia vegetale è un processo antico quindi, che con il passare degli anni si è evoluto sempre più.

Un laboratorio pelletteria che voglia dirsi sostenibile dal punto di vista ambientale, continuerà a scegliere questa antica tecnica con tannini vegetali. Un laboratorio che invece si vuole mettere sulla strada del progresso, opterà per la concia al cromo. Quest’ultima però non ha niente di sostenibile dal punto di vista ambientale.



Concia al vegetale: un’antica lavorazione

La più antica tipologia di concia, è la concia al vegetale. È una concia che utilizza solo ed esclusivamente sostanze 100% naturali. Proprio per questo motivo è considerata come una concia sostenibile dal punto di vista ambientale. Questo è un dettaglio importante. Molte concerie vogliono essere quanto più possibile sostenibili. E anche i consumatori finali prestano attenzione a questo dettaglio.
I consumatori infatti sono consapevoli che le loro scelte hanno un peso sulla salute del pianeta. Una salute, quella del pianeta in cui viviamo, che i consumatori vogliono riuscire a salvaguardare al meglio. La concia al vegetale permette di ottenere una pelle dall’aspetto vissuto. La pelle non viene danneggiata in alcun modo, davvero di alta qualità. Per questa concia si utilizzano i tannini vegetali. A seconda del tipo di tannini vegetali scelti, è possibile che la pelle assuma particolari sfumature di colore. Si tratta di un tipo di concia piuttosto complesso da mettere in atto. C’è bisogno quindi di avere il giusto know how sulle proprie spalle.
È complesso soprattutto riuscire a miscelare la giusta quantità di tannini ed acqua. È complesso anche capire quale sia il giusto tempo di essiccazione. Non solo, si tratta anche di una concia piuttosto lunga. È possibile che siano necessaria anche 60 giorni per ottenere una pelle conciata alla perfezione.



Concia al cromo: metodo innovativo e rapido

La concia al cromo necessita di abilità, competente e lunghi tempi di attesa. Proprio per questo motivo alcune delle concerie moderne preferiscono optare per la concia al cromo. Più semplice da mettere in atto e nettamente più veloce, la concia al cromo permette di rispondere alle esigenze del mercato odierno. Il mercato di oggi infatti desidera tempistiche sempre più brevi. Desidera anche prezzi quanto più possibile concorrenziali.
La concia al cromo, brevettata nel 1910, permette di ottenere tutto questo. Ha anche però molti difetti. Questo tipo di concia utilizza il cromo, un metallo pesante. Il cromo utilizzato per questa concia non è il Cromo VI, considerato infatti una sostanza cancerogena. Si tratta invece del Cromo III, conosciuto anche come Cromo trivalente. A quanto pare questa sostanza non ha conseguenze negative sulla salute dell’uomo. Nonostante questo si tratta di una sostanza nociva per l’ambiente. La concia al cromo quindi non può essere considerata come un processo sostenibile.
Non lo è affatto, e questo è senza dubbio il suo più grande difetto. Il cromo permette di agire direttamente sul collagene della pelle. Il processo di decomposizione quindi viene bloccato sul nascere. La pelle può così mantenere inalterate tutte le sue proprietà. Il trattamento è davvero breve. Le pelli più sottile sono conciate alla perfezione in 3-6 ore appena. Quelle più spesse hanno bisogno di un tempo maggiore, di circa 24 ore.
Si tratta comunque di un lasso di tempo brevissimo, a confronto con i 30 giorni necessari con la concia vegetale. Tempistiche ridotte, processo di tintura molto semplice, elevata resistenza termica e resistenza alla trazione. Sono questi i vantaggi che la concia al cromo comporta. Anche gli svantaggi sono molti, oltre alla suddetta mancata sostenibilità ambientale. Si tratta di un processo che non può dirsi artigianale. Viene utilizzato soprattutto per produzioni seriali. La pelle assume un aspetto poco naturale. Anche l’odore non è naturale, ma chimico.



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