Pelli per borse:classificazione e suddivisione del pellame

13 Luglio 2021

Pelli per borse

Le borse in pelle sono un prodotto d’eccellenza, realizzato ancora oggi prestando attenzione alle più antiche tradizioni. Ovviamente con il passare degli anni anche il settore della produzione pelletteria conto terzi ha visto scendere in campo l'innovazione. Macchinari professionale e all'avanguardia si affiancano quindi al lavoro degli artigiani. Il risultato finale non cambia. Borse dal sapore unico, di altissima qualità, semplicemente delle vere opere d’arte. Ma quali sono le pelli per borse? Questa è una domanda per niente scontata. Molte persone infatti non hanno idea di quali pelli vengano utilizzate né conoscono non la loro corretta classificazione.


Pelli per borse: le varie classificazioni

Sono innumerevoli le pelli per borse tra cui è possibile scegliere. Possono essere classificate in molti diversi modi, non solo in base all’animale da cui sono state prodotte. Possono essere classificate infatti anche in base al tipo di concia, allo strato di epidermide utilizzato, alla rifinizione, al taglio e alla forma. Andiamo insieme a scoprire più da vicino le varie classificazioni.


Tipo di concia

Le pelli per borse possono essere classificate in base al tipo di concia a cui sono state sottoposte. Doveroso ricordare che la concia è un trattamento che permette di evitare che la pelle vada incontro alla decomposizione. È un trattamento che prepara alle lavorazione pelle successive. La classificazione prevede due categorie:

Concia al cromo. La concia al cromo prevede l’utilizzo di una sostanza chimica. Si tratta di una concia a basso costo, con tempi di lavorazione rapidi. Questa concia inoltre offre alla pelle una maggiore resistenza. La pelle risulta anche più semplice da tingere e può essere realizzata in più colorazioni. Dato che si utilizza una sostanza chimica, questa concia è nociva per l’ambiente in cui viviamo. La pelle inoltre può assumere un aspetto poco naturale e un cattivo odore.
Concia vegetale. La concia vegetale è realizzata con sostanze naturali. È sostenibile al 100% dal punto di vista ambientale. È una concia artigianale, non seriale. I colori che è possibile ottenere però sono limitati. Inoltre la tintura è più difficile. È importante poi ricordare che questa pelle è più soggetta a macchiarsi con il passare del tempo. Doveroso infine sottolineare che il processo di concia è lungo e complesso.


Strato dell’epidermide utilizzato

Spesso prima della concia si sottopone la pelle ad un processo che prende il nome di spaccatura. La pelle cioè viene spaccata in più strati, utilizzando una lama molto affilata. È così possibile classificare la pelle in base allo strato di epidermide:
Crosta. Si tratta della pelle lato carne dell’animale, la superficie più interna. Questo strato è il meno pregiato.
Fiore. Si tratta della pelle lato pelo dell’animale, la superficie quindi più esterna. Questa è la parte più pregiata, di conseguenza anche la più costosa.


In base all'animale

Ecco la classificazione della pelle in base all’animale:
Pelli di origine bovina, tra cui troviamo vacche, bovi, tori, vitelli.
Pelli di ovicaprini, come montoni, agnelli, capre.
Pelle di maiale.
Pelli esotiche, come la pelle di struzzo, coccodrillo, serpente, anaconda, pitone.
Pelli di pesce, come salmone oppure anguilla.
Pelli di animali selvatici, quali cervi, lupi, daini, gazzelle.


Tipo di rifinizione

A seconda della rifinizione, la pelle assume ben precise caratteristiche. I processi di rifinizione più diffusi e che portano quindi ad un’ulteriore classificazione delle pelli sono:
Crust o Semi-Terminata. Si tratta di pelli lasciate al loro stato dopo la concia o dopo la preconcia, senza quindi rifinizione alcune.
Anilina e Semi-Anilina. Tramite apposita immersione in una tintura trasparente, si mantiene la superficie esterna scoperta e visibile. Questa è l’analina. La semi alina prevede anche l’utilizzo di alcuni pigmenti coprenti. La superficie resta visibile, a si mascherano così eventuali imperfezioni.
Pigmentata. Utilizzando dei pigmenti, si vanno a coprire tutte le imperfezioni della pelle.
Stampata. Si imprimono o disegnano, con presse e rulli, alcune trame sulla pelle.
Volanata. Con questa rifinizione si offre alla pelle un aspetto vissuto, grinzoso, vintage.
Scamosciata. La crosta della pelle viene rifinita in modo da ottenere un aspetto morbido e setoso.
Nabuk. Si rifinisce in questo caso il fiore della pelle, smerigliandolo affinché risultati vellutato e morbidissimo.


Taglio e forma

È possibile classificare le pelli per borse anche in base al taglio e alla forma:
● Pelli intere
● Mezze Pelli
● Spalle bovine
● Gropponi bovini
● Dorsali
● Fianchi
● Culatte
● Avancorpi


Pelli per borse: utilizzo e destinazione della pelle lavorata

La pelle lavorata può essere utilizzata per molte diverse realizzazioni. Le borse e la piccola pelletteria vengono realizzate con pelli bovine, di vitello e ovicaprine, con spessore non troppo elevato e con una certa morbidezza. Spessore elevato e maggiore rigidità possono essere scelti nel caso di borse da lavoro o da viaggio. Le pelli a più elevato spessore e con dimensioni importanti sono utili per la realizzazione dell’arredamento o dei rivestimenti. Per i capi di abbigliamento invece si prediligono pelli leggere e morbidissime. Per le calzature non c’è un tipo di pelle ben preciso da utilizzare. Solitamente si prediligono spessori tra 1 e 2 mm però. Infine le cinture e la sellerie. In questo caso lo spessore deve essere oltre i 2 mm. Si utilizzano soprattutto pelli conciate al vegetale, tra cui i gropponi o le spalle di toro.


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